La mia terza volta a Firenze
Avevo un conto in sospeso con Firenze. La prima volta, nel 2007, ho concluso la gara con un onorevole (per me) 4h25’, mentre l’edizione 2008 era stata una vera debacle: volevo chiudere in 4 ore e invece sono riuscita a stare appena sotto le 5 ore!!!
Per questo motivo sentivo la maratona di domenica un po’ come la “bella” dopo due risultati opposti: tensione, quindi, ma anche consapevolezza di avere fatto tutti i compiti per benino.
Così mi sono ritrovata a Piazzale Michelangelo insieme ad altri diecimila podisti, tra il quali i miei valorosi amici dell’Atletica Rigoletto, ma soprattutto insieme alle mie compagne di merende (Francesca e Simonetta) con le quali ho condiviso gli allenamenti preparatori alla gara.
Per fortuna non piove, anzi, qualche raggio di sole si mescola alle folate di vento che ogni tanto ci raffreddano il naso e ci fanno sperare che l’orario della partenza si avvicini velocemente.
Scattano le 9.20 …… si parte! Dopo i primi chilometri un po’ confusi riesco a mettermi a ritmo maratona, raggiungo e supero i palloncini bianchi dei 4h15’ e riesco a vedere in lontananza quelli rosa delle 4 ore. Sto bene, le gambe girano e soprattutto sono felice.
Faccio i conti con me stessa, è da tanto tempo che desidero concludere una maratona sotto le 4 ore, ma i palloncini rosa sono troppo distanti e siamo ancora al chilometro 9 ……. Segui il tuo cuore: corri come sei, sta tranquilla e mantieni il tuo ritmo.
Così faccio, passo i 10, i 15, i 20, al 25° c’è l’amico Nuti che ogni volta mi viene a sostenere: lo bacio per dimostrargli la mia gratitudine. Mi grida in fiorentino “mi raccomando finiscila! Vai così che vai bene!”
Effettivamente sto andando bene, non sento ancora la stanchezza, e mi sto avvicinando alle Cascine. Passo il 30° chilometro in 2h55’, e un attimo dopo sento l’urlo di Paolo che mi chiama e mi grida “Monica, sono qui, forza che ce la fai!”. Lui è tra il 37° e il 38° ed è lanciato per fare un ottimo tempo, chiuderà infatti in 3h23’. La sua voce rimbomba ancora nelle mie orecchie, un misto tra euforia e fatica, felicità e grinta, contentezza a paura di farcela!
L’incontro mi galvanizza, bevo l’integratore perché so che poi c’è il ristoro; sono gli ultimi dodici chilometri, è quasi fatta.
Riprendo a correre dopo aver bevuto, ma da lontano avvisto un maglia della Rigoletto che non avrei voluto vedere. La camminata è inconfondibile ….. è proprio Sandro. No, mi dico, non è giusto, non qui, ti avrei dovuto prendere più avanti, mi blocco, perché il “magone” non mi consente di respirare. Ricaccio indietro le lacrime, perché se devo sostenerlo, devo mostrarmi brillante, se si è fermato è stato male, ma al 31° chilometro è maledettamente presto per star male!
Lo raggiungo e gli faccio il solletico, “Ehilà, mi hai aspettato? Come va? Dai che facciamo gli ultimi chilometri insieme!”. Mi sorride e mi dice che non ce la fa a seguirmi e per tranquillizzarmi afferma “adesso taglio e la finisco qui”, poi guardando l’orologio mi sprona ad andare avanti “dai, che questa volta fai il tuo record” e nonostante tutto non esita a fare l’asino, urlando al vento i suoi soliti apprezzamenti.
La stessa scena si ripeterà subito dopo con la Francesca e un po’ più tardi con la Simonetta. Entrambe, come me, lo hanno riconosciuto da lontano, lo hanno raggiunto e un po’ confortato, riprendendo a correre con un nodo alla gola.
I chilometri scorrono sempre più lenti, al 36° la stanchezza si presenta inesorabile, con il suo sorriso beffardo …… e il palloncini bianchi mi sorpassano.
Dopo qualche momento di sconforto intravvedo il 38°, non posso mollare, stringo i denti e continuo. Piazza della Signoria si apre nella sua maestosità davanti ai miei occhi e subito dopo il ristoro dell’ineguagliabile Duomo. Riesco ad accelerare un pochino …… sento che l’arrivo è vicino, gli incitamenti sono sempre maggiori, una voce che non riconosco grida “dai Monica che è quasi finita”, alzo una mano per ringraziare e salutare.
Ultima curva, inizia il tappeto blu ……. Arrivata! Sono arrivata! 4 ore e 13 minuti …… FIRENZE, HO VINTO IO!!!
Albertino, con la sua gentilezza innata, mi aveva chiesto di scrivere un racconto sulla nostra trasferta fiorentina: avrei voluto parlare di tutto, ma mi accorgo che a volte “il tutto è poco” se lo confrontiamo con la moltitudine di sentimenti, sensazioni, gioie, dolori che si accavallano prima, durante e dopo la maratona.
Prendo in prestito una frase del Giuly e chiudo: finché tagliare il traguardo mi regalerà queste emozioni …… continuerò a correre la maratona.
Alla prossima.
Complimenti a Francesca, Simonetta, Alberto, Cristian, Franco, Paolo, Nerino, Giorgio, Massimo, Giuly, Giancarlo e Sandro ……..siete tutti CAMPIONI!